mai troppo.
mai sentiti sei minuti così
vivaci e rilucenti,
raggi iridescenti del fondale.
il cielo visto da qua sotto
sembra uno specchio liquido rotto.
infinite specie di pesciolini
guizzano tra i coralli marini.
un traffico timido abita
spazi decorati e brillanti,
insenature colorate di diamanti.
solo l’anima può percepire. uomo, che cosciente ascolterai, non pretendere che questa musica ti dica niente. è una musica che crea atmosfere, ambienti dove solo il tuo astratto può camminare e animare, mondi di note ripetute. ambient
- — Bruce Chatwin
Uno dei problemi della comunicazione è l’aderenza delle parole che usiamo alle idee che esprimiamo. Un lessico più ampio e sfaccettato permette senza alcun dubbio di riuscire a circoscrivere il pensiero con più precisione, come farebbe un archeologo munito di pennelli delicati e scalpelli finissimi per far riemergere la superficie del reperto ripulendo con cura i bordi dal terriccio e riesumando il tutto senza dimenticare alcun pezzo. Al contrario, l’opera incurante e spiccia condotta con strumenti inadatti, oltre a tralasciare porzioni logiche di idea, riporta alla luce un manufatto disgregato e incrostato di detriti, cioè un discorso approssimativo, zoppicante, semplicistico, frivolo, quasi comico, in certi casi.
Un buon libro può diventare la nostra cassetta degli attrezzi del mestiere.
ho assaporato
ogni spicchio di presente
come se fosse l’unico,
non l’ultimo.
li ho fissati
con brevi pennellate,
colori veloci
su tele separate.
ora posso sfogliarli
nel catalogo dei miei ricordi,
come una comoda collezione.
ne sono sommerso.
Fintanto che l’altro ambizioso mio io, cioccolato, sforna stracciatella in rima, poichè entrato in una fase di assidua sperimentazione, eccomi costretto, più dalla mia scarsa indole competitiva che da altro, a comporre prose. Mi viene in mente Chateaubriand, e la sua così magnifica (prosa) poetante. Oh di quanti sei stato modello. Oh quanto carica di vero romanticismo ogni tua parola. Oppure lui, il grande Victor H. Chissà come facevi, quale incommensurabile dono della natura ti ha permesso di scrivere così prolificamente e così bene. Ricordo, nei tuoi appunti, che mi è dato leggere due secoli dopo essere stati ?vergati?, quando anche tu avresti voluto assere come Chateaubriand. A cosa posso aspirare io? Io che sono davanti a un pc la cui connessione a internet è precaria: viene e va. Io che sono realmente nessuno. Posso forse sperare in un mi piace? In un reblogga al massimo. O che soddisfazione amara. O se davvero anche per me le parole fossero creta e il pensiero mani abili!
voglio notti allucinogene spazzate dal vento. aria pura e un caldo infernale. fine delle ipocrisie e musica letale.
è un senso che si perde nel mare dentro. infine tutto quanto un nulla. ma un ricordo uno solo è rimasto di quel lungo viaggio, di un istante, dentro me. ed in un giardino d’oro e sole sparso, rubini e smeraldi, accanto all’agata, reggono il cielo con i loro steli, colonne ritte d’infinito essere. i fiori. gemma brillante nel mare nero, gettati a ricordare il triste marinaio, addio. nell’oblio perso della bonaccia dentro, risplendono, unica luce, dopo il mio risveglio. ed era in non so quale terra che mi trovavo. era semplicemente, ed era felice. ma non so più raccontare di chi e di cosa era tutto quanto. persino il senso, quella strana impressione lascita dal sogno, lentamente se ne va, dopo il mio risveglio. e io non so più raccontare.
l’alieno catalano dalla faccia di stagnola è la nuova stella dell’elettronica che ci piace, quella che punta senza esitazione al Nuovo, all’evocazione sublime, alla composizione orchestrale del brano, al complesso sinergico dei suoni sovrapposti.
echi immediati: Four Tet, Caribou, Nicolas Jaar.
ricerca e controllo, non abbiamo bisogno d’altro. John Talabot, messieurs.
quando la mente si dipana
e l’assonnato esce di tana
il sogno sgocciola nel giorno
e appare giù, oltre il contorno.
per un attimo non riconosce
quali sono le vere angosce,
e nella gaia confusione
sorride al pari d’un beone.
ma il lieto stordimento è breve,
qualcuno quella goccia beve,
dopo un altro attimo niente.
il filo spezzato dalla mente.
Dietro porte chiuse stanze vuote in cui entrare. Dietro porte chiuse musica sublime.
È la solita filosofia hipster che appena qualcosa tocca la massa diventa merda. Sei, te lo dico io cosa sei, solito superficiale del cazzo. Ti credi il più profondo di tutti. e invece.. Te ne rimani rinchiuso nelle mura della tua indie camera zozza, sonnolenta tanto è noiosa e uguale a quella di tutti gli altri. te ne freghi della scena elettronica generale, però parli perché hai una bocca, ti credi profeta, ti credi custode della verità. ti credi diverso. ma sei tutto tranne che razionale. A si, ma tu odi la razionalità non è vero? Aprite le porte della percezione. Sfondate muri, accettate i travi, bruciate i tetti con la droga! Parli perché sei incazzato. Un Tizio ti ha “rubato” la dubstep. Ma per piacere, finiscila di piangere come una bambinetta. È successa la stessa cosa con i Bloody Beetroots quando hanno fatto Warp 1.9 e successive evoluzioni, per di più grandemente ispirate (anche se in maniera molto positiva) dagli human resources. Sai quante migliaia di truzzetti hanno iniziato ad idolatrarli? Però giustamente hanno continuato a fare la loro roba e il loro stile e nessuno gli ha rotto il cazzo. Skrillex due anni dopo, stessa cosa. Ma tu, sei un superficiale. ascolti un artista, e appena la gente comincia a nominarlo un poco lo abbandoni e lo accusi come un venduto. Ma spiegami, la musica per te è buona solo se suonata nei garage? credi che la musica dev’essere o bianca o nera, o commerciale o sconosciuta. Sei frustrato perché la “tua” dubstep è diventata traducibile per tutti e trasportabile nelle discoteche. Poi te la prendi con il Gesù Cristo. e giù bestemmie. gratuite. Ma lui la dubstep l’ha presa e rivoluzionata. ne avrà pur creato un sottogenere nelle galassie musicali. quello adatto ai club in cui fino a ieri (o forse anche oggi) finisci a pogare. l’ha fatto con l’approvazione comunque di centinaia di critici ed artisti di quelli che piacciono a te. quelli che pensi siano solo underground, una stretta cerchia di adepti velati dal silenzio. e invece no. grazie a dio spesso gli artisti sono più aperti al mondo di te. Il poverello fa solo la sua roba e con il suo stile, e dov’è che è commerciale? Solo perché piace? È uscito con Mau5trap cazzo, che ha contratti con quattro artisti messi in croce, mica con Ultra records! E anche se lo avesse fatto dove sta il problema? abbiamo passato l’anno 2000. forse non l’hai ancora capito ma la musica si deve anche vendere. “…È un semplice, spietato meccanismo di causa-effetto. Skrillex lancia il drop e il pubblico impazzisce. Io ti do ciò che tu vuoi e tu mi riempi di soldi (o di clic) e mi rendi un idolo. E questa non è una critica, è semplicemente il modo in cui funziona col pubblico mainstream, volenti o nolenti. Basta prenderne atto e poi trarne le dovute conseguenze: stando così le cose, a cosa vuoi che serva la fantasia, l’ispirazione? E allora via con la ripetizione sistematica dello stesso schema….”. L’ascoltatore non è solo quello con le cuffiette e l’ipod nel fetore della tua cameretta. l’ascoltatore è anche quello che la musica la conosce solo con youtube, mtv, radio deejay, discoteca, rihanna, beyonce, skrillex e compagnia. Basta criticare inutilmente. Te lo dice uno che skrillex l’ha visto dal vivo, ascoltato e riascoltato, valutato. e Non gli piace. ma so benissimo, che quando uno cerca il drop, quel ragazzeto brutto come pochi, dai capelli neri plasticosi e dal viso butterato, te lo sa dare. Eccome! è il suo lavoro. nessuno dice che la sua musica arrichisca l’anima, faccia pensare. No. perchè non lo fa. Ma ti Smuove. Tanto e tanto ancora.
calmati. Burial, Milanese, Vex’d non li tocca nessuno. anche loro ti danno il drop. Ma emotivo. E cazzo, dimostra, se sei un vero ascoltatore, che apprezzi loro, e che li sai distinguere da chi ha scelto di fare altro. Sono due mondi diversi. troppo distanti. già, nel giro di qualche anno. non fare di tutt’erba un fascio. Loro emozioni, lui movimento. Ecco lo schemetto pronto all’uso. Stanno convogliando dentro te cose ben diverse. Pace all’anima se skrillex ha fatto i soldi.
Rilassati,che nessuno ti ha rubato niente! Se sei intelligente, saprai scegliere. Tutto dipende da quello che vuoi.
Musica leggera per la deconcentrazione della mente impegnata.